Sagrantino di Montefalco

VITIGNI

Sagrantino (100%)

 

ZONA DI PRODUZIONE

Comune di Montefalco e zone limitrofe

 

ATTUALE DENOMINAZIONE

DOCG

 

STORIA

Il Sagrantino di Montefalco (o Montefalco Sagrantino) è uno dei vini più conosciuti e blasonati del panorama nostrano. Si tratta di un grande vino rosso che, in quanto a eleganza, longevità e ricchezza può essere messo a paragone con altri “campioni”, come il Barolo o il Taurasi.

Si tratta di una delle denominazioni più antiche d’Italia (DOC nel 1979, DOCG nel 1992) ed il Sagrantino è indubbiamente il vitigno autoctono umbro più conosciuto a livello nazionale ed internazionale. Non bisogna confondere la DOCG Montefalco Sagrantino con il Montefalco DOC, che viene prodotto nella stessa zona ma con uve differenti (Grechetto per il bianco e Sangiovese per il rosso).

Il Montefalco Sagrantino può essere vinificato come vino secco, ma anche in versione passita. L’appassimento è una tecnica particolare, grazie alla quale i grappoli non vengono pigiati appena raccolti, ma invece vengono lasciati appassire (nel caso del Sagrantino, il clima umbro non permette l’appassimento in pianta e di conseguenza questo avviene in locali chiusi, dove i grappoli vengono disposti su graticci in condizioni di umidità controllate): in questo modo, parte dell’acqua contenuta negli acini evapora, consentendo una concentrazione delle sostanze estrattive in essi contenute. Il vino che nascerà da queste uve sarà dunque molto concentrato negli aromi, intenso e zuccherino.

 

DEGUSTAZIONE

Il Montefalco Sagrantino secco è di colore rubino, spesso tendente a sfumature granate. Con l’evoluzione le note granate si fanno via via preponderanti e possono raggiungere tonalità aranciate.

Il bouquet di profumi è intenso e variegato: si parte da note fruttate, che ricordano la ciliegia, la prugna, l’amarena, ma anche i mirtilli e la mora; con l’evoluzione questi sentori possono tramutarsi in profumi di confettura o di frutta sott spirito. Seguono sfumature floreali di rosa canina e violetta. Non mancano sentori speziati: dal pepe nero alla vaniglia, passando per il tabacco, il chiodo di garofano e la bacca di ginepro. Possono essere presenti anche note animali, sentori che ricordano le pelli ed il cuoio, insieme a sentori di vernice e smalto. Può arricchirsi di note delicatamente balsamiche.

Al palato è un vino caratterizzato da tannini decisi ed aggressivi, che necessitano di lunghe evoluzioni in legno e in bottiglia per ricomporsi. Quando raggiunge il giusto equilibrio, è un vino di grande struttura, ma mai stucchevole. Da un lato i tannini eleganti e la freschezza, dall’altro la sensazione di pseudo-calore al palato, data dal tenore alcolico non indifferenze, e la morbidezza gustativa si bilanciano in un perfetto gioco di equilibri. È un vino di grande persistenza.

Il passito, che si tinge di note granate, nei profumi ricorda la versione secca, con una spiccata predominanza dei sentori fruttati e speziati. Al palato ha un residuo zuccherino moderato e mai eccessivo, un tenore alcolico importante, ma anche una nota fresca gradevole che bilancia il tutto.

 

ABBINAMENTI

Il secco è ideale in abbinamento a secondi piatti a base di carni rosse e nere di grande struttura, come brasati e stracotti a base di manzo, cacciagione o selvaggina.

Il passito può essere consumato in accompagnamento a dolci a pasta secca o a base di confetture e frutta secca.

 

NOTE

Secondo il disciplinare, il Sagrantino di Montefalco, prima di essere messo in commercio, deve essere sottoposto ad un invecchiamento di almeno 33 mesi.

 

 

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