Gambellara
VITIGNI
Graganega (min. 85%); Pinot Bianco e/o Chardonnay e/o Trebbiano di Soave (max 20%)
ZONA DI PRODUZIONE
Provincia di Vicenza
ATTUALE DENOMINAZIONE
DOC
STORIA
Questa denominazione comprende tipologie di vino diverse: accanto al vino bianco fermo, infatti, troviamo lo spumante e il Vin Santo. Al Recioto, invece, è dedicata una denominazione specifica (il Recioto si differenzia anche perché deve essere ottenuto esclusivamente da uve Garganega, non è possibile utilizzare altri vitigni).
I territori attorno al comune di Gambellara vantano una storia vitivinicola di lunga data: si tratta infatti di zone particolarmente adatta alla coltivazione della vite, grazie ai terreni vocati e al clima favorevole. Le colline da cui si svilupperanno più in là i Monti Lessini hanno pendii morbidi e poco scoscesi, ben soleggiati. Al confine tra i comuni di Verona e Vicenza, la DOC Gambellara si trova nel bel mezzo di una zona ricchissima di denominazioni: a sud-est la DOC Colli Berici, mentre a sud-ovest la nota zona di Soave.
In etichetta può comparire la dicitura “Classico”: sta a indicare che il vino viene da quella che è considerata la zona di produzione più antica all’interno della denominazione.
DEGUSTAZIONE
Iniziamo il percorso degustativo dal Gambellara bianco fermo. Si tratta di un vino di colore giallo paglierino non eccessivamente carico ma brillante, che nella prima giovinezza può avere una lieve unghiatura tendente al verdolino. Al naso è un vino fragrante: i sentori ricordano i frutti freschi a polpa bianca, come la pesca, e i fiori bianchi, come mughetto e sambuco. Al palato è un vino di buona freschezza, piacevole, che lascia la bocca pulita ed arricchita di un finale leggermente ammandorlato.
Lo spumante, che in molte caratteristiche rispecchia quanto detto per il fermo, al palato si arricchisce di un perlage piacevole, che esalta la nota fresca. Il grado zuccherino può variare moltissimo (l’unica tipologia non prevista è il Dolce).
Il Vin Santo, infine, è un vino ottenuto da grappoli che vengono fatti appassire: questa tecnica, utilizzata anche per la produzione del Recioto, fa in modo che l’acqua contenuta negli acini evapori parzialmente, con una conseguente concentrazione delle altre sostanze. Il vino ottenuto è, dunque, di colore dorato molto intenso, se non addirittura ambrato, e al naso ha profumi che ricordano la frutta matura o sciroppata a polpa gialla, come la pesca e l’albicocca, e note speziate, di vaniglia. Al palato è un vino caldo, morbido, con un residuo zuccherino ben evidente. La nota acida bilancia queste sensazioni e, insieme al tenore alcolico, lo rende ideale per un lungo affinamento in bottiglia.
ABBINAMENTI
Se lo spumante, grazie alla leggerezza e alla piacevolezza, è ideale come aperitivo, il fermo si abbina in maniera eccellente con antipasti a base di pesce, primi a base di pesce o verdure e secondi non eccessivamente strutturati a base di pesce o carni bianche. Gli abbinamenti tradizionali sono il baccalà alla vicentina e il capretto. Il Vin Santo, invece, è ideale da consumare con pasticceria secca o guarnita con marmellata oppure formaggi stagionati.