Ruchè di Castagnole Monferrato

VITIGNI

Ruchè (min. 90%)

 

ZONA DI PRODUZIONE

Provincia di Asti

 

ATTUALE DENOMINAZIONE

DOCG

 

STORIA

Il territorio di produzione del Ruchè di Castagnole di Monferrato è relativamente ristretto, ma negli ultimi anni, complice la riscoperta e la valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, questo vino è salito alla ribalta del panorama enologico italiano. Il grande interesse destato dipende soprattutto dalla particolarità del vitigno Ruchè, uva rara che conferisce ai vini sentori inconfondibili. Questi recenti successi hanno permesso al Ruchè di Castagnole di Monferrato, dopo aver ottenuto la DOC nel 1987, di guadagnarsi il riconoscimento di DOCG nel 2010. Questi sono grandissimi successi, in considerazione del fatto che negli anni Settanta il Ruchè era quasi totalmente scomparso.

 

DEGUSTAZIONE

Il Ruchè di Castagnole di Monferrato si presenta di colore rosso rubino, tendente al granato con il passare degli anni.

I profumi sono particolarmente intensi ed il bouquet è caratteristico e riconoscibile. Dapprima si percepiscono note di frutti, come ciliegia, amarena, mora, marasca, e di fiori freschi e secchi, ma il vero tratto distintivo che rende il Ruchè così speciale è a sua naturale speziatura. Note di pepe bianco e verde, caffè, chiodo di garofano, bacca di ginepro, liquirizia, ma anche cuoio e grafite, rendono questo vino naturalmente complesso ed affascinante.

Al palato il Ruchè di Castagnole di Monferrato è un vino strutturato, persistente ed avvolgente, grazie al tenore alcolico sostenuto e ai tannini delicati. È caratterizzato da una perfetta corrispondenza tra il bouquet di profumi e le sensazioni gustative.

 

ABBINAMENTI

Secondi a base di carne rossa, selvaggina e cacciagione, specialmente quelli che prevedono un abbondante uso di spezie e aromi, come i brasati e gli stracotti.

 

NOTE

È grazie a Don Giacomo Cauda, parroco con la passione per la viticoltura, che il Ruchè non è scomparso: fu proprio lui a preservare le poche piante di Ruchè che erano rimaste, fino a ricavarne un vino che diede poi la spinta alla produzione del Ruchè negli anni successivi.