Colli Orientali del Friuli Picolit
VITIGNI
Picolit (min. 85%)
ZONA DI PRODUZIONE
Provincia di Udine
ATTUALE DENOMINAZIONE
DOCG
STORIA
Il Picolit viene coltivato in Friuli da millenni: in questi territori, infatti, ha trovato il suo ambiente pedoclimatico ideale e difficilmente si adatta ad ambienti differenti. Ha rischiato la sparizione nel diciottesimo secolo, ma è sopravvissuto, in special modo grazie all’intervento di Fabio Asquini di Fagnana, che lo ha preservato e ne ha permesso la diffusione oltre i confini nazionali. A causa della scarsa resa e della difficoltà nel coltivarla, quest’uva ha conosciuto altri periodi bui, ma ad oggi, nonostante sia coltivata solo in alcune zone specifiche, gode di un periodo di prosperità.
La particolarità del Picolit deriva dal fatto che il grappolo, in maniera spontanea, durante lo sviluppo va incontro al cosiddetto “aborto floreale” o “acinellatura”: l’infiorescenza non viene fecondata completamente, di conseguenza una parte degli acini non si sviluppa e quelli che giungono a completa maturazione godono di una particolare concentrazione di sostanze estrattive. Inoltre gli acini sono piccoli, di conseguenza il rapporto buccia/polpa permette che le sostanze contenute in quest’ultima abbiano un notevole impatto sul prodotto finito.
Questa denominazione prevede una sottozona, Cialla (territorio che comprende parte del comune di Prepotto): è un territorio ristretto che si ritiene dia origine a prodotti particolarmente notevoli a livello qualitativo. I vini Colli Orientali del Friuli Picolit Cialla devono essere costituiti per il 100% da uve Picolit.
DEGUSTAZIONE
Come anticipato, a causa dell’acinellatura che colpisce i grappoli, gli acini di Picolit hanno una grande concentrazione di sostanze estrattive. Di conseguenza il vino, in tutte le fasi della degustazione, apparirà decisamente concentrato.
Il colore, infatti, è un dorato luminoso, che può diventare anche molto intenso. Roteando il calice è evidente, grazie agli archetti che scendono lenti e fitti sulla parete del bicchiere, che si tratta di un vino di struttura.
Al naso i profumi sono intensi e ricordano la frutta a polpa gialla, come la pesca, anche sciroppata, e l’albicocca, oppure la scorza di agrumi e la confettura di arancia amara; in concomitanza il bouquet si amplia con sentori floreali, che ricordano il gelsomino, ma anche di spezie dolci, come la vaniglia, di frutta secca, di miele e cera d’api.
Al palato è un vino di grande impatto: la rotondità, la sensazione di calore data dall’alcolicità e la morbidezza vengono bilanciate da una buona freschezza e una gradevolissima sapidità. È un vino di struttura, persistente, che solitamente ha un residuo zuccherino piuttosto evidente, ma che si conclude con una piacevolissima nota ammandorlata che lascia la bocca incredibilmente pulita e riposata, rendendo questo vino estremamente piacevole e scorrevole.
ABBINAMENTI
Si può spaziare dal salato, per esempio un buon tagliere di formaggi stagionati o erborinati, al dolce, come la pasticceria secca. Ottimo vino da conversazione e da meditazione.
NOTE
Può riportare in etichetta la menzione “Vigna”.