Toccalmatto
Trovare un modo per definire nero su bianco il birrificio Toccalmatto e il suo percorso non è facile. Chissà se Bruno Carilli, fondatore del birricio, si aspettava che il suo “beer freak show” negli anni sarebbe diventato uno dei cardini del panorama artigianale italiano. Chissà che sapeva che si sarebbe guadagnato la fama di “mago dei luppoli” grazie alle proprie creazioni innovative.
Quel che è certo è che negli anni il birrificio Toccalmatto è cambiato molto: si è ingrandito (anche fisicamente, grazie ad una importante e radicale innovazione nel 2014/2015, che ha dato vita ad un impianto otto volte più grande del precedente) e sono state molte le persone che si sono avvicendate, fino a renderlo la grande realtà che è oggi. L'impostazione data all'inizio, però, è sempre presente: ogni birra ha in sé una parte del'ideologia originale, ogni nuovo progetto porta una traccia dei percorsi precedenti.
La gamma di etichette del birrificio Toccalmatto si divide tra molti grandi classici, come l’Ambrosia, la Re Hop, la Zona Cesarini, la Sibilla e molte altre, e alcuni progetti più particolari, prime fra tutte le birre “one shot”, birre prodotte una volta sola in occasioni particolari o in collaborazione con altri birrifici.
Avrete senza dubbio l’imbarazzo della scelta e se vorrete addentrarvi nel grande mondo di Toccalmatto non resterete delusi: una realtà in continua evoluzione che poggia su solide basi e su tanta passione non vi lascerà indifferenti.
Volete saperne di più? Ecco dove abbiamo parlato del birrificio Toccalmatto: